Il nuovo iPad ha molto probabilmente il miglior display che tu abbia mai visto

Ormai ce lo aspettavamo da ben più di un anno, ed eccolo in tutto il suo splendore su iPad, così come era stato per iPhone: il retina display.

Una sfida ingegneristica per Apple: più pixel (4volte per l’esattezza) richiedono più potenza di calcolo, che richiede più batteria; una maggiore densità significa minore spazio per i circuiti dell’lcd e maggiore assiepamento dei pixel, perciò serve una migliore retroilluminazione, e anche questa richiede una batteria più potente; infine,  una batteria più capiente la si può ottenere quasi esclusivamente con dimensioni maggiori della stessa…un problema in un dispositivo portatile. Ad Apple hanno iniziato da un processore più potente, l’A5X con GPU quad-core, e inserito una batteria molto più vasta di quella vista su iPad 2, e leggermente più spessa; così facendo la capienza è aumentata quasi del 100%.
Ma le sfide non finiscono qui. Un tale schermo non pone solo un problema di gestione del numero di “punti” che formano le immagini, ma anche di resa dei colori. Se il problema di interferenze è stato risolto elevando i pixel e disponendo i circuiti in un piano sottostante, quello della gamma non è trascurabile, infatti in uno schermo così vasto e “denso”, i colori appaiono piatti e poco saturi.

Il nuovo iPad ha una saturazione maggiore e più bilanciata

Gli ingegneri di Apple hanno creato una batteria così efficiente da potersi permettere una calibrazione del monitor di altissima qualità, cosa non possibile attualmente su iPhone 4S; la resa del colore infatti ha grande impatto sul consumo energetico. Ad esempio, solo la migliore gamma del blu causa un consumo del 20-30% superiore.

iPad 2 contro il nuovo iPad nella resa del blu

Da una analisi di DisplayMate è risultato che la calibrazione applicata su iPad è di qualità professionale e unica nel mercato consumer, e addirittura “pro” (in genere i monitor non hanno questo tipo di calibrazione “out-of-the-box”, ma sono adattati dai professionisti stessi). Cosa significa questo? DisplayMate dice che “Questo è uno dei migliori monitor in commercio e probabilmente il migliore che tu abbia mai visto, sia su pc che televisori o altri”. Questo ha importanza fondamentale per la fotografia, sia personale che professionale. I colori non potrebbero essere più esatti e dato che ormai molte fotocamere offrono trasferimento wireless e che l’ipad stesso faccia ottime foto, iPad diventa perfetto per una immediata e accurata verifica della qualità fotografica.

La gamma "perfetta" del nuovo iPad a confronto con altri prodotti Apple

Il tutto, ricordo, su un dispositivo consumer e ad un prezzo identico al modello precedente. Attualmente solo l’approccio altamente integrato di Apple è in grado di offrire un così alto grado di innovazione così velocemente e a prezzi contenuti.

Posted in iPad

Tags: ,

Permalink

Mountain Lion, iCloud e la nuova strategia Apple

Con la presentazione di OSX Mountain Lion, ultimo di tanti piccoli tasselli, Apple ha chiarito meglio la propria strategia futura: più iCloud e meno Mac.

Apple come sappiamo sa distinguersi perché al contrario di Microsoft o Google, possiede una forte capacità di focalizzare e seguire una strategia unitaria. E se fino a qualche anno fa il centro era il Mac, con i vari “accessori” come iPod, iPhone e iPad, ed era il digital HUB, ora Apple sta progressivamente unificando l’esperienza tra tutti propri prodotti, semplificando il Mac, togliendone tutto il superfluo, ed elevando iPhone e iPad allo stesso livello del Mac. Sopra tutti oggi regna iCloud.

L’obiettivo a Cupertino è quello di creare un ecosistema alla pari tra dispositivi con diverse finalità d’uso, con l’utente che ha la possibilità di “scalare” tra questi a seconda delle necessità, senza mai doversi realmente adattare.

Con Mountain Lion si compirà il primo vero passo di razionalizzazione e semplificazione del Mac, iniziato più timidamente con Lion: spariscono, almeno nominalmente, iCal, iChat, Rubrica Indirizzi, sostituiti da applicazioni univoche come Calendario, Messaggi e Contatti e con delle new-entry come Note e Promemoria. Grafica e funzioni si livellano progressivamente con iOS e chissà se un giorno diventeranno lo stesso sistema.

Inoltre Apple sta concentrando le energie quasi esclusivamente sul mercato consumer o, al più, “prosumer”. Le release annuali infatti non piacciono alle aziende e ai professionisti, che si trovano snobbati anche sull’hardware, aggiornato al contrario raramente.

Ultimo tassello sarà il televisore Apple, tra dispositivi tutti allineati con display fullHD, connessione internet e iTunes, Siri e interfaccia unificata.

Il giovane Montalbano

Ieri sera la seconda puntata de “Il giovane Montalbano”, che si riconferma (sia giovane che “vecchio”) come la serie tv più di qualità e di successo che si sia mai vista sulla tv italiana.

In particolare il nuovo esperimento di indagare le origini del commissario è ben riuscito, perché fa passare per nuovo tutto quello a cui il pubblico era abituato, come i personaggi e le ritualità dei romanzi di Camilleri. Comprendiamo meglio anche la figura di Salvo, del suo rapporto col cibo e con le persone, e dell’amata solitudine.

Ottima la recitazione, così come la regia e la scelta delle location. Ritmo giusto, che non sacrifica mai lo sviluppo della storia e la conoscenza dei personaggi. Una perfetta trasposizione dei romanzi da cui è tratto.

Posted in News

Permalink

Neil Young: “Steve Jobs amava il vinile e voleva musica digitale HD”

Come dicevo giusto ieri, la musica digitale non sarà mai pari all’originale “analogica”; la prima è infatti frutto di un “campionamento” e “quantizzazione” della realtà, finendo col perdere le infinite sfumature della stessa. La situazione peggiora se l’audio è anche compresso per ridurre la quantità di dati da gestire.

Neil young afferma in una intervista a AllThingsD “in un file mp3 a 192 kbps scaricato da internet, resta solo il 5% dell’informazione della registrazione originaria”. E ancora “il file sharing è la radio del ventunesimo secolo”, il problema è che ha portato alla rovina della qualità musicale.“Al consumatore dovrebbe essere data la possibilità di poter comprare, in modo conveniente, se lo desidera, musica ad alta qualità; la tecnologia c’è e internet è abbastanza veloce. Ci vorrebbero circa 30 minuti per scaricare questi brani”

Secondo il cantante, Steve Jobs nonostante fosse “pioniere della musica digitale, a casa amava ascoltare il vinile” e voleva offrire tramite iTunes musica ad alta qualità. Non sarebbe stata solo una questione di formati e bitrate, ma anche di hardware: attualmente ad esempio la musica digitale è standardizzata a 16bit. Il discorso è piuttosto complesso e ammetto di averci capito poco, ma il concetto è che la musica a 16bit contiene solo le frequenze udibili in un range teorico che va da 20 a 20000Hz, mentre la musica dal vivo ne contiene ben di più. La “magia” della musica starebbe proprio nella completezza delle frequenze audio.
Purtroppo il progetto di musica ad alta fedeltà sembra arenato in Apple perché comporterebbe uno sforzo notevole sia dal lato hardware che software e notevoli difficoltà per la distribuzione.
Chissà se un giorno potremo raggiungere una esperienza d’ascolto simile all’analogico, ma con tutti i vantaggi del digitale, magari con Apple ancora una volta in prima linea.

Analogico o digitale?

Per rendere più immediata la comprensione prendiamo come riferimento dell’analogico un orologio a pendolo e del digitale un orologio digitale appunto che segnano ore e minuti.
Possiamo pensare a analogico come analogo: analogo al mondo reale. In uno strumento analogico la grandezza misurata è rappresentata per analogia con una certa disposizione dei componenti dello strumento. Così in un orologio analogico, l’ora è rappresentata dall’angolo descritto dalla lancetta corta rispetto a una posizione di riferimento, corrispondente alle ore 12. Si può notare inoltre che la lancetta compie un movimento costante e continuo nel passare da un riferimento ad un altro.

Il termine digitale ha origine da digit, dito: il primo strumento utilizzato per contare. Ha quindi uno stretto legame con la numerazione. In uno strumento digitale la grandezza misurata è rappresentata da un valore numerico. Le cifre che compongono il numero definiscono la precisione dello strumento, così il nostro orologio è preciso ‘al minuto’. Può segnare 14 minuti oppure 15, ma tra 14 e 15 c’è un salto, per questo il segnale digitale viene anche detto discreto: esso può assumere un solo valore possibile tra una gamma limitata. Naturalmente il nostro orologio può essere più preciso se segna anche i secondi, i centesimi, ecc, ma il funzionamento è sempre lo stesso: un numero, o un altro, niente vie di mezzo. Solitamente il segnale fatto di numeri viene codificato in formato binario anziché nel solito decimale e questo semplifica molto la trasmissione e l’elaborazione dei dati in quanto esistono solo due stati (l’1 e lo 0) invece che dieci.

In questo caso quello che viene registrato è un’astrazione del segnale reale. La codificazione digitale fu inventata per ovviare ai disturbi che spesso corrompevano i segnali elettromagnetici. Questo rappresenta il grande vantaggio del segnale digitale, essendoci una netta distinzione tra 1 e 0, aperto e chiuso, acceso e spento, non c’è il rischio che una lieve modifica del segnale deteriori i contenuti. [tratto da Analogico e digitale: vecchio e nuovo?]

L’analogico quindi è riproduzione diretta della realtà, ma decisamente poco pratico: le apparecchiature sono ingombranti e si deteriorano, così come i supporti. Troppo complesso infine è manipolare il materiale e mantenere alta la qualità in ogni passaggio. Il digitale è molto meno affascinante e veritiero, ma molto più semplice da plasmare e trasportare. Pensiamo alla miniaturizzazione delle componenti elettroniche, alla meraviglia di Internet, al virtuale.

L’analogico quindi conserva in qualche modo le infinite sfumature, il divino, che è nella realtà, nonostante ne perda un po’ ad ogni passaggio; il digitale è invece tremendamente umano, con tutti i suoi pregi e imperfezioni.

Tutto quello che abbiamo imparato ci fa ignoranti,
Tutto quello che ancora non sappiamo ci fa morti,
Più vicini alla morte e non più vicini al dio.
Che ne è della Vita perduta vivendo?
Che ne è del senno perduto sapendo?
Che ne è del sapere perduto comunicando?

T.S. Eliot